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SUL CONFINE

10 FEBBRAIO 2020

Le immagini che scorrono qui a fianco sono per noi di RECEPTIO molto significative, perché ritraggono un momento conviviale dopo la conferenza di presentazione del progetto Sul confine: si è trattato dell'ultimo evento organizzato in presenza da RECEPTIO prima della pandemia. Il 10 febbraio 2020, c'è stata la presentazione dei primi risultati della ricerca che sarebbe proseguita, sino alla pubblicazione del volume omonimo. Tra i graditi ospiti della serata del 10 febbraio, anche l'onorevole Cristina Zanini Barzaghi. l'architetto Giovanni Tabet, Natalia Latis, Micaela Goren Monti.

The images shown here are very significant for us  because this was the last event organised by RECEPTIO before the pandemic. On 10 February 2020, there was the presentation of the first results of the research that has then been carried out until the publication of the book by the same title. Among the guests on the evening there have been On. Cristina Zanini Barzaghi. the architect Giovanni Tabet, Natalia Latis, Micaela Goren Monti.

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Famiglia Panzica
 
Nella foto, Giuseppina Giovanna Panzica, classe 1905, madre di quattro figli, sposata con il finanziere siciliano Salvatore Luca, la quale aiutò numerosi ebrei ad attraversare il confine con la Svizzera, attraverso il giardino della propria abitazione di Ponte Chiasso

Ascolta intervista radiofonica RSI alla Prof.ssa Carla Rossi. "Sul confine italo-svizzero", di Chiara Fanetti e Mattia Pelli, Diderot, puntata del 10.02.20

 
00:00 / 06:38

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«Sul confine»:
IL COMPORTAMENTO DEI SINGOLI DI FRONTE AL DRAMMA DEI PROFUGHI EBREI, TRA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA E CONFEDERAZIONE ELVETICA è un progetto di ricerca patrocinato da RECEPTIO e Fondazione UBS per la Cultura (che nel gennaio 2020 ha assegnato un piccolo contributo quale -cit. dalla lettera ufficiale- «attestazione di stima nei confronti dell'attività di ricerca e di mediazione culturale della Prof. C. Rossi»). La pubblicazione del volume Sul confine italo-svizzero 1943-1945, per i tipi della RECEPTIO Academic Press, in Open Access, è stata possibile grazie ad un contributo del fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica.

 

LINEE GUIDA DELLA RICERCA

Anche se la politica nazionale della Confederazione riguardo alla crisi dei rifugiati negli anni 1943-45 è ampiamente documentata, ciò che non era ancora stato esplorato a fondo era la connessione e l'interazione tra le microstorie che sollevano questioni cruciali all'interno di una Storia più ampia.

Le persone che vivevano su entrambi i lati del confine svolsero un ruolo chiave nel salvare o tradire gli ebrei in fuga. Molti funzionari, inoltre, non erano convinti nazisti o fascisti, mentre altri erano apertamente antisemiti. 

Pertanto, il progetto ha esaminato l'atteggiamento e le azioni della popolazione civile, del clero, dei funzionari e del personale di polizia lungo il confine italo-svizzero, per comprendere le motivazioni dietro alle decisioni prese da ciascuno di questi individui. Questa ricerca si è concentrata sulle persone anziché sulle istituzioni (le cui politiche devono comunque essere analizzate in un contesto storico e giuridico). Il materiale inedito scoperto in Svizzera tra ottobre 2019 e gennaio 2020 ha rivelato storie personali che meritano di essere ricordate, come quella della famiglia Latis, che è stata coinvolta attivamente nella ricerca, o quella della famiglia della giornalista Tiziana Mona, poiché il presente e il futuro nascono dalla memoria del passato.

Nel 2020, con il supporto del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, iè stato pubblicato un volume in accesso libero.

SCARICARE IL LIBRO DA QUESTO LINK

On the border

Swiss, Italian, Jews and Nazi-Fascists between the Italian Social Republic and the Swiss Confederation

 

Between 1943 and 1945 thousands of people persecuted for "racial" reasons in Italy tried to flee to Switzerland. The Confederation's national policy is well known.  Many scholars have deepened Switzerland's official attitude towards the enormous humanitarian emergency that, since 1933, has involved thousands of people fleeing the Reich, first, and Austria, France and Italy, then.

If both the point of view of the Swiss authorities and that of the victims of persecution is quite well known, there are other important protagonists in this story. First of all the population living on both sides of the border, who played a fundamental role in saving or betraying the fleeing Jews. The fate of the fugitives was also, and above all, marked by the officers responsible for the repression of any attempt to escape: the command of the border guard of the Nazi police, subjected to the Commander General of the Verona police, Wilhelm Harster, based in Como, who had the specific task of preventing trespassing; the Republican Border Guard, established by the Social Republic; the Republican Finance Guard, a unit assigned to the border guard; the Republican police, and especially the prefectures and border police, all very active in the "Hunding the Jews".

 

 What was the point of view of the other authorities present on the border, namely the Italian Social Republic and the German police forces? What was the attitude of the border guards, of the officials present on the territory? What were the relations between the Nazis and the Fascists? These questions are far from getting an answer.

Many officials, in fact, were not convincingly Nazis or Fascists, others were instead anti-Semitic fanatics.

Some were certain of the Axis' "final victory", others knew that a showdown would have come soon. Some were simply criminals, others were not.

These are questions and reflections that have not yet been answered, since the subject has not been studied until now.

The project, therefore, the project investigated the behaviour and initiatives of the civil population (such as the scout boys of the Aquile Randagie, or individual citizens such as the Panzica family who helped the Jews at the border by making them pass through their gardens), the clergy, officials, police personnel present on the Italian-Swiss border, to understand the reasons for the choices made, from time to time, by each of these people. A work focused not on the institutions (whose policies will have to be contextualized historically and legally), but on people. The material found in Switzerland between October 2019 and January 2020 has brought to light personal events that deserve to be remembered, because the present and the future arise from the memory of the past. 

In 2020, thanks to a grant from the Swiss National Science Foundation, the following volume was published in Open Access.

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